Foto di Adonay

on Mercoledì, 10 Luglio 2019. Posted in Scritti di Orazio Valenti

Foto di Adonay

 ha chiesto maggiori delucidazioni sulla foto di ADONAY se è stata fatta da Eugenio o no. Rivolgiamo la domanda ad Orazio Valenti, biografo di Eugenio, che aveva già risposto con scritti precedenti, su questo sito, a questa domanda, ma gli chiediamo se può aggiungere dell’altro.

 

Chiede Federico Carbone ad Orazio: 

D.: Cosa ci puoi spiegare meglio?

 R.: Avevo già spiegato in precedenza che nel 1972, ero presente quando è saltata fuori da una lettera una piccola strana foto. Subito l'ha passata a me chiedendomi cosa ne pensavo. In quegli anni ero tra l’altro il suo confidente professionista fotografo, e mi passava ogni cosa che avesse a che fare con le immagini.
Dopo di averla esaminata non mi è sembrato che la tecnologia comunemente conosciuta a quel tempo potesse elaborare e trasformare un volto producendo quel risultato. Forse mi sbagliavo.
Ma i suoi pensieri erano rivolti a qualcosa di conosciuto, e poco dopo mi ha detto: "Sai, sembra il volto astrale di Adoniesis...", uno degli Esseri evoluti che era in contatto con lui.
Ed aggiunse: "Può darsi che sia Adoniesis a volere che si pubblichi questa immagine. Non è l'immagine che conta, ma la realtà del Personaggio che ci dà insegnamenti di Cosmogonia. Che ognuno pensi quello che vuole e dia l'importanza all'una o all'altra realtà."
Si era già detto che gli Esseri Astrali non hanno volto umano e possono mostrarsi con mille volti. Eugenio ha scelto di assumersi la responsabilità dello scatto di quella foto per un motivo molto più importante del fatto stesso che l’avesse realizzata lui o meno. Aveva ragione e fu così che accettai di stare a quella metodologia.

Ha detto che quella immagine è valida. Quindi, se qualcuno gli ha fatto lo scherzo, è stato programmato dallo stesso Adonay a fornire quella immagine, in qualunque modo sia stata realizzata. Questa è la mia risposta a chi avesse progettato la denigrazione, e per loro chiarisco questa rivelazione.

Chi dunque è sui piani della concezione interiore dà importanza al messaggio, perché se Eugenio ce la ha proposta c’è un motivo ben preciso. Chi invece rimane sui piani della dimostrazione, deve ricordare che Eugenio non ha mai parlato o portato prove tecniche della presenza extraterrestre. Lui ha spesso ribadito di non essere programmato a fornire prove tecniche. Ci ha invece dato sempre un contenuto interiore spirituale tale per poter capire, nel nostro spirito e nella nostra anima, queste Realtà ed i Loro Insegnamenti.

Da una intervista del 1972:

“Da vent’anni lavoro con loro. Ho accettato questo Loro invito che intendo come ordine e lo eseguo scrupolosamente e coscienziosamente senza aver paura di nessuno. Ho avuto 19 incontri. Loro scelgono luoghi isolati per colloquiare in pace con l’operatore senza essere disturbati.

Le PROVE le forniscono certe persone, io non sono autorizzato a fornirle.

Questi Esseri hanno un quoziente intellettivo molto superiore al nostro.

Differiscono per i tratti somatici. Ciò che conta è la coscienza che posseggono, con gli alti ideali universali, la buona organizzazione nel vivere in pace, serenità e amore scambievole.

Non lo sapevo neanch’io fino all’età di 33 anni. Hanno ridimensionato i miei valori, preparandomi ad affrontare l’opera di divulgazione.

Siamo la quinta colonna della pace universale”.

 

Chi, a modo suo, volesse credere agli insegnamenti profondi passando attraverso le prove tecniche, ricordi l’esempio di Adamsky che ha dato molte prove ma non sono servite a nulla perché lo hanno criticato di falsi.

Se qualcuno vuole continuare in questa polemica, vuol dire che non vuole andare oltre. È meglio meditare sulle difficoltà della enorme opera di Eugenio, e comprendere che, nonostante il metodo, Adonay ci ha fornito una immagine con cui pensarlo. Poteva anche non darcela, ed Eugenio di proporla con una metodologia fotografica oppure con una proiezione astrale. Cosa non gli era o gli è possibile?

Sapeva bene Eugenio come ubbidire alle volontà e metodologie di Chi lo guidava.

D.: Ma ci sono state delle esperienze che ne abbiano avvalorato la veridicità?

R.: Il fatto che quello possa essere il volto di Adonay, è suffragato anche da esperienze vissute da alcuni che hanno avuto incontri astrali con questa altissima personalità, con quella immagine, anche anni prima che venisse fuori. C’è dunque una correlazione stretta.

 D.: Quindi non ci sono controversie.

 R.: Qualche volta ho cercato di spiegare eventuali controversie, mancate spiegazioni razionali su ciò che ci diceva Eugenio. Anch’io ho avuto a volte questa incomprensione, ma ne capivo il significato dopo di aver fatto quello che dovevo fare. Così ho capito che c’è un progetto, una metodologia irrazionale, dalla logica semplice, di proiettare il nostro istinto interiore al di sopra della mente dura e chiusa. C’è chi trova contraddizioni su messaggi che spiegano la stessa cosa in modi diversi, o sulle date della storia dell’umanità che non tendono a diventare un libro di geologia, ma semplicemente ad indicarci la sequenza preistorica e storica della evoluzione uomo-Pianeta, dando maggiore rilievo agli interventi esterni. È meglio dare maggior valore a ciò che veramente conta e che ci fa avere una coscienza sempre più animica e meno mentale. C’è ancora qualcuno in vita del 1971/72, e anche altri, e sanno bene come stanno le cose, a parte che me ne guarderei bene dal dire bugie, nel rispetto di Eugenio e della Verità. Chi invece non vuole percorre queste logiche, sarebbe meglio che capisse le logiche volumetriche della difficilissima opera di Eugenio.

A tale proposito invito a meditare su una spiegazione di Paramahansa Yogananda,che era in stretta relazione con Eugenio:

“La vita dei Saggi non è facilmente comprensibile. Tutti coloro che sono pienamente liberati, sono eguali in saggezza. Essi comprendono tutte le cose ma raramente rivelano la loro Sapienza. Per piacere a Dio essi svolgono la parte che Egli ha loro assegnata. Se sembrano commettere uno sbaglio è perché tale comportamento fa parte del loro ruolo umano e interiormente non sono toccati dai contrasti e dalla relatività del Maya. Essi dimostrano che, quali che siano le loro condizioni esteriori, sono in grado di riflettere la divina Immagine dentro di sé. Essi svolgono qualsiasi parte che il Volere di Dio abbia loro affidato, si accordi o no con l’opinione pubblica”.

                                                                                                  Orazio Valenti

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